Ci si chiede se è possibile che agli albori della loro carriera, alle loro prime apparizioni pubbliche, qualcuno abbia rivolto a questi comici parole di incoraggiamento. Abbiamo concluso che è impossibile che abbiano mai divertito qualcuno. Forse un sadico godeva delle loro figure di merda, e ha voluto canzonarli... Ma questi imbarazzanti comici sono troppi, e dato l'esiguo numero di sadici che hanno facoltà di incoraggiare e sostenere la carriera artistica di mentecatti la spiegazione che ci siamo dati è statisticamente insostenibile. Esorto i miei zero lettori a trovarne altre.
PS: Beppe Braida è tristissimo.
Splinder (29/05/2007) Salve a tutti!Volevo parlarvi di una cosa, che a quanto vedo riguarda un pò la maggior parte degli utenti di splinder! C'è un tipo che va in giro a lasciare commenti offensivi e maleducati, infatti ho visitato il suoi blog e tra i suoi commenti ho notato che ci sono tantissime persone(me compresa) che rispondono alle sue provocazioni.....Voi cosa ne pensate???Io e un altra pensiamo Leggi ancora...
Il fiore nasce fra i vapori del letame e le morali più importanti hanno la loro protasi in storielle cacatamente sfortunate. Premesse assai infelici fanno da sfondo ad albe numinose, la ruggine che fuoriesce dal rubinetto avvitato per ferie fa da battistrada ad acque pure che tonificano i piedi stanchi del pellegrino. L'uomo saggio accetta la realtà e ne fa ticket per ogni suo possibile futuro, lo stolto langue all'ombra del così sia arrabattandosi di ribellione in ribellione senza comprenderne il percome.

I virgulti occhieggiano, i passerotti pigolano e la Natura in tutta in tutta la sua cordiale fierezza ci introduce allo spolverino attraverso un gradevole vento di phon che sa rendere vezzoso financo il foulard di spregevole fattura della portinaia, impeperita sessualmente dalla brezza marzolina. Le adolescenti calcano la mano con gli ombretti color cielo, gli stivali mestamente dirigono i loro tacchi ormai consunti verso la fetida scarpiera, gli umori lavorativi finora celati dalle vesti gridano alla luce la loro dignità ascellare: insomma, è primavera.
La realtà assume dunque per un paio di mesetti buoni quegli irripetibili contorni per cui anche il più incartavetrato degli edicolanti spinge il labbro ad un'idea di sorridenza; sono giorni in cui i debiti di gioco possono aspettare fino al dopo pranzo, le mogli di categoria in fondo in fondo tanto sfatte dal calore delle stufe elettriche non sono state mai. Pare che in primavera l'ottimismo la faccia da padrone, e che un tamponamento sotto casa sia il più faceto dei divertissements. Così un nuovo callo è indice di muta ed il corpo che si sveglia pensa bene di farlo sapere dandoci sotto attraverso sciolte ed incontenibili mal di pancia. Perchè è primavera, scoprirsi è l'imperativo kantiano, ed il provocatore che non molla ghette e paralobi viene bollato fino all'inverno successivo come un depresso da irridere con disgusto.
Ma è davvero così bella questa stagione?
Noi che sempre lottiamo contro i luoghi comuni del popolo bove, noi che ci ribelliamo ai gangli della banalità, del preconfezionato, dello stolido così-è-e-così-rimane, non pensiamo in verità che essa presenti poi tutti questi vantaggi; anzi, riteniamo che sia la solita messinscena da italietta pagliaccia. Quindi, in nome dell'amata Verità, leviamo ancora una volta il manto rugoso dell'ipocrisia, e diciamo invece che questa è una stagione viziata, intrattabile, pigra e mollicona, che si fa forte dei facili artifici cromatici di fiori, piante e affini per farsi dare sempre della bellona tutta frizzi e lazzi.
Facile approfittare delle suggestioni offerte dal timido ed inconsapevole mandorlo, facile mandare in prima linea la pelliccia serica di un castoro fresco di letargo, facile, facilissimo, far gioco sulla porpora delle gote infantili pizzicate dall'aria dispettosa per far gridare alla bellezza anche un vecchiaccio orbo e cecato da un occhio! Capite dunque che questa non è per niente una stagione morale, e che ancora siamo vittime di un poderoso inganno, di una solenne semplificazione. E quanta scena, e quanta poca sostanza! Come la donna di malaffare giunge ad affondare la mano rapace nel borsello dell'uomo sciocco attraverso l'arte del belletto e l'arma del bustier, la signora Primavera sfrutta l'estetica della natura per dar sfogo ad ogni intemperanza di ordine climatico. Vi è un'innegabile, machiavellica malafede, un complottare fitto fitto degno della più scafata cortigiana di Re Sole. Capite amici che costei, la cosiddetta Primavera, sfrutta senza alcuna riconoscenza l'ingenuità della natura per impossessarsi di meriti che non le sono punto propri?
Diamo quindi voce al fastidio che ci pervade la mattina quando apriamo il guardaroba, parliamo finalmente del disagio termico che la marrana ci procura, denunciamo a voce forte ed indignata tutto il suo esoterico apparato di odori e arborescenze!
Un valido strumento di protesta potrebbe essere rappresentato dall'istallazione di catene da neve sui copertoni delle nostre biciclette, simbolo per eccellezza di questo malposto entusiasmo.

E' mio dovere spendere qualche parola contro il macaco che gioisce di rosso vestito per la chiusura dell'immortale blog sockpuppet. Perchè ha impantanato con il suo francobollone infantiloide la mia preziosa sezione commenti sarà deprivato dei mutandoni di certo bollettati e percosso con un nodoso frustino nel cortile della sua parrocchia; perchè in cerca di approvazione sparge il suo velenosissimo seme incontrerà sul suo sentiero una tarantola mestruata che inietterà i canini nel suo alluce puzzone; perchè crede di aver tarpato le ali a una rana intellettuale perderà i suoi già deboli capelli costringendolo al riporto; ma, soprattutto, per il luridume che senza grazia ha prodotto, per la bassezza delle sue fantasie ahinoi al plurale, per l'evidente, imperdonabile, mostruosamente umiliante mancanza di mezzi espressivi: inarrivabile segaiuolo, il commissario ti dichiara in arresto.
"Mi sembra di essere ogni giorno di fronte a delle scelte...scelte tra amici, situazioni, persone che contano tanto per me mi chiedono di rispondere ad una domanda: "Tra me e quello chi è più importante???" Mi sento come sotto accusa...ogni giorno ho un'esame diverso, ma il giorno prima non ho modo di prepararmi una tesina, perchè non posso sapere cosa mi riserva il destino l'indomani...
Stavo con gente che mi facevano sentire giornalmente inferiore...ed anche se non lo ammettono, sono sicura che ci godevana a farlo! Mi facevano sentire stupida, una ritardata che non capisce nemmeno le cose più facili!
Eh sì, è dura la vita per chi è superiore. E'duro avere a che fare con la rozza plebaglia, con menti annacquate dal quotidiano annaspare, è duro non trovare superfici tanto lucide da riflettere la propria adamantina coerenza, la propria sublime imperfettibilità.
Come sempre Rory ci insegna qualcosa. Nel suo fiducioso soliloquio confida di trovarsi ancora una volta nel bel mezzo di un ciclone affettivo, scatenato stavolta non più dai ruggiti dell'amore ferito, bensì da un possente senso di rivolta indotto dalla neonata consapevolezza di essere stata turlupinata dalle amiche. Umiliata e offesa dal femmineo branco essa riesce tuttavia a riscoprire fra le pieghe del suo irsuto carattere la capacità di risollevarsi dalla più rovinosa delle cadute, ovvero quella che frattura la sicurezza in se stessi e relative, illimitate potenzialità: come? Bè' è molto semplice, ribaltando l'orizzonte di veduta a mò di saggio nonnino orientale essa agguanta l'illuminata illuminazione secondo la quale
Ricevere guai è ricevere buona fortuna;
Ricevere consenso è ricevere opposizione.
(Zenrin Kushu)
Nel giro di un ruttino le prospettive diventano rosa come le dita di Aurora, la società non è più ostile, il gruppo è solo una manica di bestiacce inconsapevoli e lei è molto, molto più forte. Rory dispiega le sue ali e vola nelle atmosfere parallele della più infinita libertà, il pensiero scatenato nel più etimologico dei sensi vive se stesso come la più numinosa delle evidenze, e ora sente fortissimamente sente che tutto ha il suo logico e necessario pourquoi. L'assunzione di un contegno emotivo coerente con i nuovi spazi ed i nuovi tempi del suo essere cosmico sarà il fisiologico divenire della Scalata allo Spirito, e si tradurrà in ostentazione di sdegnosa indifferenza nei riguardi delle ex-amiche; attenzione, ciò non sarà il piccino moto di superbia di chi ha scoperto la via del cielo e fa dito dito a chi invece rimane a terra, bensì l'inevitabile adeguamento esteriore di un nobile ribaltone tutto interiore. Perchè
Avrei voluto che la nostra amicizia finisse per una scusa più originale, e magari più vera. Non per una cretinata simile!
ma così non si poteva più andare avanti, quindi dopo aver lungamente riflettuto dunque sofferto essa giunge al nirvana del Sè, ovvero
La verità è che non ero io a non capire, ma loro!"
conclusione incontestabile cagionata da un sentire tanto umano quanto una puzzetta al cinema d'essai: in fondo in fondo
Lo spirito non calcola, tuttavia risponde alle necessità del momento. Poichè non calcola, lo spirito riluce di gloria solitaria in ciò che è al di là del mondo. Poichè non conosce la saggezza illumina il mistero.
(Libro di Chao)

Signore e signori, ecco a voi il componimento che ha scosso gli animi di una classe, ma che dico di una classe, di due classi, il carme che ha suscitato applausi, commozione, rapimento emotivo, la poesia per cui Rory è diventata famosa nel plesso scolastico, reggetevi forte ai braccioli della seggiola, perchè qui si parla di...
Un amore infinito
Se conoscessi un’altra vita
Non giudicherei mai la mia tanto spregevole...
La speranza che tutto si risolva,
la consapevolezza che non sarà facile,
e quella soffocante sensazione
che ti impedisce di pensare
se non altro che a lui.
Mi confonde il ricordo del suo abbraccio,
mi perdo in un’infinita emozione guardando una sua foto.
È arrivato così, all’improvviso,
senza nemmeno bussare e chiedere “c’è permesso?”
è entrato nella mia vita.
Ed io, che ho conosciuto l'amore,
adesso non riesco a far altro che piangere,
ferita da quel sentimento
che ora mi sta uccidendo,
e dall’anima di quel bambino
intrappolata nel corpo di un ragazzo quasi uomo,
a cui piace giocare
ma che non vorrebbe ferirti.
Un’emozione cresce quando torna nella mia mente
Il ricordo del suo profumo.
Quello sguardo, le sue labbra,
lui nei tuoi ricordi
e quel dolore che provo ricordando
un periodo che è passato,
che è stato parte importante di me.
Dovrei essere arrabbiata,
ma non ci riesco.
Lo amo troppo per odiarlo!
Non riesci più a sorridere,
ma sei costretta a farlo,
per il bene di quell’amica
che come te se n’è innamorata,
ma che a differenza di te non riesce a trattenere le lacrime.
E tu, per quanto ancora hai deciso di soffrire?
Per quanto tempo riuscirai a sopportare il tuo macigno?
Per quanto ancora riuscirai a non piangere?
Rory
Eh sì, proprio un amore infinito, tanto da contagiare anche la migliore amica, alla quale la generosissima Rory è disposta a cedere qualsiasi cosa, anche il fidanzato. Come essa stessa afferma, infatti:
"L'amicizia è fatta di alti e bassi...Qualcuno potrà dire che io non sono la persona più adatta per parlare di amicizia, ma dopo tutto quello che è successo io mi sento un'esperta."
Costui è però un tantinello maleducato, perchè non si sogna proprio di chiedere il doveroso "c'è permesso", storica prassi formale da esaurirsi prima di ogni approccio sentimentale che si rispetti. Ed inoltre:
"Scrivere una lettera a tutti scrivendo che te ne vai, "che entri in ferie", che non ti piace più la gente che hai intorno, che ti stai circondando di gente che non stimi affatto, e che ritieni stupida, come hai ritenuto me sin ora, non ti leva dai guai... i guai vanno affrontati! "
Questo non è certo un atteggiamento nobile! Ed invade il campo e le strazia il cuore, ma la nostra eroina dà prova di grande maturità affermando che in fondo la sua vita non le sembrerebbe tanto ripugnante osservata dall'alto; infatti essa accetta la sua condizione di sofferenza facendo leva proprio sulla grande speranza che alberga nel suo animo strapazzato. Rory manifesta però segni di debolezza, attanagliata com'è dal timore di non poter sopportare ancora per molto il peso di una situazione psicologicamente micidiale,
"Ho smesso di capirti e di correrti dietro...ora basta! Ti lascio carta bianca..."
E ancora:
"Voglio porre la parola fine a questa storia,quindi lascio a te il compito di chiuderla...
Perchè:
"Io non me ne voglio più preoccupare. Decidi tu come finire, perchè io davvero NON CE LA FACCIO PIU'."
Insomma è un bel pasticcio: cosa possiamo suggerire, noi, a questo fiorellino stropicciato? Inizierei con il ricordarle che alla sua età è quasi immorale soffrire tanto e tanto a lungo per un bambino nel corpo di un uomo; tuttavia, se proprio ci tieni tanto, non ti resta che tempestarlo di telefonate, sms ed attendere pazientemente la sua reazione. Che secondo noi alle lunghe sarà positiva: grazie alla tua perseveranza egli capirà infatti di essere veramente importante per te e si lascerà andare al sentimento d'amore(che sicuramente già è presente nel suo petto ma troppo timido ed insicuro sceglie di nascondersi). Pensaci bene, Rory: in fondo lui qualche striminzito segnale d'affetto te l'ha anche mandato, no? E allora batti il ferro finchè è caldo, invitalo alle giostre, regalagli un'iguana, compra anche un anellino portafortuna- che serve sempre-e vedrai che riuscirà a convincersi di quanto sei motivata ad intrecciare una relazione stabile di fidanzamento con lui!
